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Mostra di sculture di Szymon Ołtarzewski alla Camera dei Deputati

18.11.2025

Negli storici saloni del Parlamento Italiano, nel Complesso Vicolo Valdina, è stata inaugurata il 18 novembre la mostra di sculture di Szymon Ołtarzewski, "Discreto continuo".

Mostra delle sculture di Szymon Ołtarzewski. La foto rappresenta l'artista in compagnia della curatrice della mostra, dell'ambasciatore Ryszard Schnepf e del presidente della COmmissione cultura Vincenzo Mollicone

La mostra è patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. La mostra è stata organizzata dall'Ambasciata di Polonia a Roma e dalla Commissione Cultura della Camera dei Deputati nell'ambito di una serie di iniziative volte a promuovere l'arte contemporanea polacca ispirata alla cultura mediterranea, in occasione della Festa dell'Indipendenza della Polonia e della Giornata della Diplomazia Polacca. La mostra, curata dalla storica dell'arte Eleonora De Filippis, è la prima grande mostra personale a Roma dello scultore polacco Szymon Ołtarzewski, che vive e lavora il marmo di Carrara a Marina di Pietrasanta. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 28 novembre 2025.

Secondo il Presidente della Commissione della Cultura on. Federico Mollicone: “La mostra si pone in diretta continuazione con la storica e profonda amicizia tra Italia e Polonia. Ospitare queste sculture qui, tra le mura della Camera, è un atto che va otre la semplice esposizione: è una chiara affermazione del valore della bellezza, della e dell'eredità storica come pilastri fondamentali del nostro agire politico e istituzionale. Attraverso il panneggio e la fisicità del marmo, l'artista esplora il complesso rapporto tra la chiarezza dell'antico e l'incertezza del contemporaneo, in quel dialogo costante tra l'elemento 'discreto' e la connessione 'continua' che lega fuoco cosa e la sensibilità espressiva polacca, è la metafora perfetta di questa osmosi culturale. Questa iniziativa è un vivido esempio dell'importanza cruciale della diplomazia culturale tra i nostri due Paesi. In un periodo così delicato per l'Europa, la cultura emerge un linguaggio universale unico, uno strumento per ricordare le radici comuni, l'eredità condivisa, e la visione di un futuro europeo, finalmente e veramente, unita".

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